sabato 10 giugno 2017

MANGIA CIO' CHE LEGGI #98: Biscotti alla vaniglia ispirati da "Un mascalzone senza pari" di Virginia Dellamore

Come dice una mia amica di letture, ci vorrebbe un libro della Dellamore al mese. Ormai non leggo nemmeno più le sinossi ma li acquisto appena usciti per leggerli subito. Amavo già i romance storici, ma i suoi sono la mia coperta di Linus.
In "Un mascalzone senza pari" trovate un anti-eroe che nonostante tutto si fa amare da subito, e una protagonista caparbia, pratica, intelligente e moderna. Nonostante la tipica struttura del romance, ho divorato come sempre il libro, perché Virginia Dellamore è bravissima! La sua scrittura scorre via fluida raccontando storie bellissime che ci fanno volare in altri luoghi e altre epoche.
Ho preparato dei biscotti alla vaniglia perché l'immagine di Lancelot, che sa di agrumi e dei biscotti appena mangiati, mi ha fatto sognare.

La ricetta è molto semplice,  pasta frolla aromatizzata alla vaniglia, ma preparata con una farina di forza e con lo zucchero di canna, e naturalmente con della vaniglia vera!

Per prepararli vi occorrerà un robot da cucina, una placca da forno e dei taglia biscotti, io ho scelto una forma quadrata, tipica dei frollini.

INGREDIENTI per circa 24 biscotti:
  • 300 g di farina di tipo 1
  • 150 g di burro 
  • 3 tuorli
  • 100 g di zucchero di canna
  • 1 pizzico di sale
  • mezza stecca di vaniglia
Normalmente per preparare la pasta frolla rendo lo zucchero a velo, ma siccome voglio dare un'impronta vintage a questi biscotti, ho lasciato lo zucchero così com'è.
Incidete per lungo la stecca di vaniglia e con la punta del coltello prelevate i semi.
Inseritela con tutti gli altri ingredienti, nel recipiente del robot da cucina, lavorate alla massima potenza fino a ottenere un composto compatto; all'inizio apparirà come sabbia umida ma continuando a lavorare otterrete un unico agglomerato. Raccogliete l'impasto con le mani, lavoratelo sul piano di lavoro, ancora un pochino e avvolgetelo in pellicola trasparente; fatelo riposare in frigorifero per minimo 30 minuti.
Stendete l'impasto con il mattarello dello spessore di circa mezzo centimetro aiutatevi utilizzando due fogli di carta forno. In questo modo stendere l'impasto sarà più facile perché non si attaccherà il mattarello. 
Come potete vedere lo zucchero di canna si distingue bene nell'impasto steso e quando mangerai te i biscotti sentirete i granelli tra i denti.

Ora la parte divertente, ritagliate con il tagliapasta scelto tutti i biscotti e trasferiteli su una placca foderata con carta da forno. 

Ho decorato la superficie dei biscotti utilizzando al contrario uno stampo quadrato più piccolo,  poi ho forato il centro con una forchetta, in questo modo gli ho dato un aspetto da galletta. Cuocete in forno ben caldo a 180°, per 10 minuti. Sfornate e fate raffreddare direttamente sulla placca.
Il sapore della vaniglia inetto e si sposa perfettamente con la roba dello zucchero di canna rendendo questi biscotti ottimi per accompagnare un tè del pomeriggio, una vera coccola da assaporare leggendo un bel libro magari proprio di Virginia Dellamore.
Aspettatevi altri #mangiaciòcheleggi di questa autrice, perché sono perdutamente innamorata dei suoi libri.
SINOSSI E LINK D'ACQUISTO:

Londra. 1812. Lord Lancelot Devon – una canaglia come pochi, ormai quasi sul lastrico – si trova dinanzi a un terribile bivio: finire sommerso dai debiti o trovare una moglie ricca. La sua avversione nei confronti del vincolo matrimoniale è tale che quasi preferirebbe la galera. Tuttavia, persuaso dalla sua amica Cassie, una prostituta dallo spirito materno, decide di andare a caccia della signorina più danarosa fra le molte debuttanti della Stagione. La sua attenzione si focalizza subito su Miss Mary Daniell, la figlia di un mercante arricchito, con una dote favolosa e una rendita altrettanto allettante. Lancelot dà per scontato che la giovane, rozza e tutt’altro che bella ereditiera, abbagliata dall’idea di diventare duchessa, accetterà di buon grado la sua ben poco romantica proposta, più simile a un accordo d’affari che a una dichiarazione d’amore. Ma ha fatto male i suoi conti: Mary Daniell, pur essendo effettivamente maldestra e senza alcun fascino, si rivela un osso più duro del previsto. Del tutto disinteressata al suo titolo e dotata di pochi peli sulla lingua, lo respinge con ironico disprezzo. Cosa può succedere quando un mascalzone disposto a tutto pur di ottenere ciò che vuole, decide di sposare a ogni costo una donna che gli resiste? E se la donna senza fascino si rivelasse, in definitiva, pericolosamente attraente? Una storia romantica e passionale, all’insegna di vivaci schermaglie, apparente indifferenza e devastante gelosia, feste danzanti, fughe, inseguimenti e altre fughe, ma non priva di momenti toccanti. Un romanzo che racconta di un matrimonio di convenienza destinato a diventare un matrimonio d’amore, e di due trasformazioni: quella di una ragazzina in una donna e, parafrasando Shakespeare, quella di una bestia in un uomo.

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