sabato 17 febbraio 2018

MANGIA CIO` CHE LEGGI #112: Caramelle di zucchero di canna, cannella e limone ispirate da " Il diavolo e la rosa" di Virginia Dellamore

Lo dico sempre, ci vorrebbe almeno un libro così ogni mese per coccolare il proprio cuore!
Quando ho letto la sinossi, ho avuto paura di rimanerne delusa, perché mi attraeva per le similitudini con "la bella e la bestia", ma il timore che fosse una copia di favoletta era alto. La Dellamore però è riuscita a creare qualcosa di nuovo ed emozionante come solo lei sa fare.
Rosalynn è una protagonista forte, come tutte le eroine di quest'autrice. Il conte di Harwood è un personaggio in continua evoluzione, nei primi capitoli l'ho detestato profondamente per il suo atteggiamento e per il suo passato, ma durante la storia ho assistito alla sua maturazione, alla sua redenzione e crescita fino ad amarlo profondamente.
Ho sentito pareri discordanti su questo libro, probabilmente sono io che non capisco nulla ma per me è meraviglioso, non mi capitava da tempo di leggere fino a tarda notte e di pensare in continuazione ai personaggi durante il giorno, leggere questo romanzo è stato come avvolgere il mio cuore in una coperta calda.

Anche se non ho trovato un piatto citato per creare una ricetta per la mia rubrica, non potevo non farci un #mangiaciòcheleggi, così mi sono arrovellata e ho pensato di proporvi delle caramelle di zucchero, immaginate che siano quelle che Dorcas regalava alle bambine e a Rosalynn. Ho preparato in pochi minuti delle ginevrine di zucchero di canna con degli aromi semplici e naturali, come il limone e la cannella.

INGREDIENTI:
  • 4 cucchiai di zucchero di canna + 1 cucchiaio
  • 3 cucchiaini d'acqua
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • scorza grattugiata di mezzo limone
  • 1 cucchiaio raso di cannella in polvere + 1 cucchiaino
Versate 4 cucchiai di zucchero in un pentolino antiaderente, con 3 cucchiaini d'acqua e un cucchiaino di succo di limone. Mescolate per bene, aggiungete due terzi della scorza di limone è un cucchiaio di cannella mescolate ancora e riscaldate per 30 secondi sul fuoco. Lo zucchero non deve caramellare, ma soltanto intiepidire si non si deve assolutamente sciogliere deve rimanere abbastanza un composto denso. 

 Stendete un foglio di carta forno o come nel mio caso, un foglio di Teflon e con un cucchiaino, fate cadere delle gocce di zucchero sopra, siate veloci perché non avendo scaldato molto il composto, tende ad indurirsi velocemente; se dovesse succedere rimettete sul fuoco e aggiungete qualche goccia d'acqua.

 Fate riposare una notte, la mattina dopo staccate delicatamente le caramelle e rivoltate le lasciate riposare ancora un'oretta in modo che si asciughino bene anche sotto.
Nel frattempo frullate lo zucchero rimasto insieme alla scorza di limone e alla cannella avanzati. Otterrete così uno zucchero a velo aromatizzato che servirà per infarinare le vostre caramelle.
Trasferitele ginevrine in un barattolino di vetro pronte per essere gustate durante la giornata, si conservano lontano dall'umidità per diversi giorni.
Questo aroma di cannella limone è perfetto per lenire il mal di gola.

La stessa cosa potete farla con lo zucchero bianco cambiando aromi utilizzando magari la vaniglia o qualche goccia di rum, potete anche aggiungere dei coloranti per creare tanti piccoli confettini colorati. Può essere anche un modo di giocare con i vostri bambini preparando delle caramelle sane tutti insieme.


SINOSSI E LINK D'ACQUISTO: Yorkshire, Inghilterra, 1836.
La vita è stata generosa e allo stesso tempo avara con Rosalynn. Le ha donato la bellezza ma l’ha privata dell’affetto di una famiglia. Da ventun anni, infatti, vive nello stesso orfanotrofio nel quale è stata abbandonata quando era piccolissima, e la sua esistenza è tutto fuorché idilliaca. La perfida direttrice dell’istituto, che nutre verso di lei una particolare antipatia, l’ha relegata ai compiti più faticosi e miserabili. Rosalynn trascorre le sue giornate lavorando e coltivando sogni segreti alimentati dai libri che legge. Libri che si procura di nascosto: al calar della sera, mentre le ombre dilagano nella brughiera, sgattaiola dal convitto e raggiunge il castello di Harwood a poche miglia di distanza.
Il maniero è disabitato, ma lei ha scovato un’imposta rotta ed è riuscita a entrare. Ogni giorno, attraversando un dedalo di grandi sale ricoperte di polvere e detriti, raggiunge l'immensa biblioteca ancora piena di volumi. Non ha mai incontrato nessuno, muovendosi sempre indisturbata.
Una sera, tuttavia, la solitudine dei luoghi subisce una brusca interruzione. All’improvviso, Rosalynn ode dei passi umani e si scontra con un uomo che afferma d’essere Lord Beaumont Harwood, proprietario del castello e di tutto ciò che esso contiene.
Benché coraggiosa, non può fare a meno di esserne intimorita: il conte non è soltanto un uomo dai modi scortesi, ma è anche l’individuo più spaventoso sul quale abbia mai posato lo sguardo. Il suo volto è ricoperto di ustioni e cicatrici ed è privo di una gamba al posto della quale indossa un terrificante arto finto. In più, la accusa di essere una ladra e minaccia di condurla in prigione per averlo derubato.
Rosalynn si trova costretta ad andare a vivere al maniero, assunta come domestica, per ripagare il furto commesso.
La vita al castello è più dura del previsto. Se ciò non bastasse, Lord Harwood non è affatto un gentiluomo: la gente del villaggio lo ha soprannominato “la Bestia” a causa del suo aspetto e dei suoi modi.
Per forza di cose, vivendo sotto lo stesso tetto, Rosalynn comincia a conoscerlo meglio, scoprendo che dietro la sua apparenza intrattabile si cela un uomo ferito dalla vita, trafitto dal peso di tragiche colpe passate e ormai rassegnato a vivere nascosto.
Nel contempo, i segreti riguardanti le origini di Rosalynn e l’identità dei suoi genitori si rivelano non meno misteriosi e tragici, e tutto sembra precipitare verso un epilogo drammatico...
Sullo sfondo della cupa brughiera inglese, un romanzo liberamente ispirato alla favola della Bella e la Bestia. La storia di una passione tormentata e di un sentimento purissimo capace di guardare oltre l’apparenza, sgretolare i pregiudizi e dimostrare che la vera bellezza non ha a che fare con la perfezione del corpo ma con l’armonia dell’anima.

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